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Separazione dei rifiuti e spiegazione dei simboli di riciclaggio

Separazione dei rifiuti e spiegazione dei simboli di riciclaggio

Per aiutare i consumatori alla corretta separazione dei rifiuti, i produttori devono indicare il materiale usato per l’imballaggio e lo fanno utilizzando dei simboli. Ma non tutti conoscono l’esatto significato di ogni simbolo e non sempre risulta facile capirli. Riconoscerli è facile, sono tre frecce che formano un triangolo con al centro un numero o un codice, secondo la direttiva europea 94/62/CE. A volte, al posto di tali codici, il materiale è indicato da una sigla, che può essere racchiusa in un esagono o in un cerchio.

Vediamo quindi insieme tutti i simboli, cominciando da quelli più difficili, la plastica!
Ci sono sette gruppi di tipi diversi di plastica:
01 PET o PETE, polietilene tereftalato o arnite;
02 HDPE, polietilene ad alta densità;
03 PVC o V, cloruro di polivinile;
04 LDPE, polipropilene a bassa densità;
05 PP, polipropilene o moplen;
06 PS, polistirene o polistirolo;
da 07 a 19 tutte le altre plastiche.
Riciclare la plastica però non è così facile, perchè vanno inseriti nel bidone solo gli imballaggi e non oggetti che non lo siano, anche nel caso in cui riportino il simbolo per il riciclo. Quindi, ripetiamo, non va nel bidone della plastica tutto ciò che non è imballaggio come ad esempio: piatti e bicchieri che non siano usa e getta, posate, cannucce, giocattoli, custodie di cd, vasi da fiori, rasoi usa e getta, spazzolini da denti etc.
Ricordiamo però che ogni comune ha regole diverse, è quindi bene informarsi sulle linee guida della propria città.

Da qui il discorso riciclaggio si semplifica, si continua con la carta:
20 PAP, cartone ondulato;
21 PAP, cartone non ondulato;
22 PAP, carta;
da 23 a 39 altri tipi di carta.
CA, cartone poliaccoppiato o tetrapak
Vanno tutte smaltite nello stesso bidone, ci vogliono solo alcuni accorgimenti:
dalle riviste, i quaderni etc, bisogna togliere le spillette metalliche; dalle buste da lettera commerciali bisogna togliere la parte in plastica; dagli scatoli da imballaggio bisogna togliere lo scotch. In pratica, prima di buttare la carta bisogna eliminare tutto quello che è di un materiale differente.
Le carte particolari come la fotografica, vetrata, plastificata, oleata, lucida da disegno, da forno, carbone, scontrini, non sono considerate carte riciclabili. Mentre i tovaglioli, i fazzolettini e la carta assorbente non colorata può essere smaltita nell’umido.

I metalli vanno smaltiti tutti nello stesso sacco, a prescindere se sia ferro, alluminio, stagno o altro. Bisogna però informarsi bene, ogni città ha il proprio metodo di smaltimento. Alcuni li fanno buttare nella plastica, altri nel vetro, altri hanno bidoni appositi.
Vediamo i numeri ed i simboli:
40 FE-ACC, acciaio e banda stagnata;
41 ALU-AL, alluminio;
da 42 a 49 altri tipi di metallo.
Per metallo si intende tutto, ossia i barattoli delle conserve, le lattine, i tappi a corona e quelli dei barattoli di vetro, le cartine metalliche degli yogurt e di alcuni formaggi, le vaschette dei cibi usa e getta, carta stagnola, bombolette spray non infiammabili, tubetti, capsule e tappi per bottiglie di olio, vino, liquori.

Riclicare il vetro è semplicissimo, ci vanno solo barattoli, bottiglie e vasetti.
Vediamo i simboli:
70 GL, vetro trasparente, incolore;
71 GL, vetro di colore verde;
72 GL, vetro di colere marrone;
da 73 a 79, altri materiali in vetro.
Quindi lampade e lampadine, decorazioni tipo quelle natalizie, le coppe, le pirofile e le insalatiere resistenti al calore e alle basse temperature realizzate in vetroceramica tipo pyrex, schermi e display, specchi, bicchieri, lampadari, ceneriere di cristallo non vanno nel vetro ma nell’indifferenziato.

Per finire, ci sono i materiali composti. I numeri vanno dal 80 al 99 e sono tutti quei prodotti formati da più materiali come carta e metalli vari o plastica e alluminio. Questi vanno tutti smaltiti nell’indifferenziato.

Spero che questo articolo abbia spiegato in maniera semplice i vari materiali e il modo di selezionarli per lo smaltimento casalingo.

 

T.R.

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